La storia del burro a S.Filippo

Si tramanda che la produzione del burro a S. Filippo abbia origine con Tarquinio Belloni, un giovane contadino del posto che all’età di vent’anni, nel 1866, parte volontario con l’esercito dei Savoia. Trasferitosi in Piemonte, presto scopre di non essere particolarmente attratto dalla vita militare, diserta, valica le Alpi a piedi ed arriva in Svizzera.

Pur non conoscendo la lingua riesce ad integrarsi  nella realtà locale, lavorando nelle aziende agricole come falciatore e mungitore. In Svizzera rimane per circa dieci anni, imparando dagli allevatori del luogo la lavorazione del latte.

Tornato in Italia, sposa Natalia Renzi ed intorno al 1880 si stabilisce a Valle Tasso, dove si dedica all’allevamento della vacca da latte, una tipologia nuova rispetto ai vecchi allevamenti, avviando così la produzione del burro a S. Filippo.

In seguito altri allevatori impararono da lui l’arte della burrificazione tanto che, ai primi del novecento, il burro di S. Filippo è un prodotto molto apprezzato, sebbene destinato solamente a pochi signori di Rieti. Intorno agli anni trenta il burro artigianale diventa un prodotto accessibile ad un’ampia fascia di consumatori, pur mantenendo un costo elevato rispetto a quello allora in commercio e prodotto a livello industriale.

La produzione del burro si riduce notevolmente dopo la seconda guerra mondiale, fino a scomparire completamente negli anni sessanta, con la nascita della Centrale Del Latte. Oggi, nella nostra azienda, a Campogelato, abbiamo ripreso un po' per gioco, e soprattutto per passione, la lavorazione artigianale fatta con i vecchi macchinari rimasti ancora efficienti e capaci di trasmettere l’amore per le tradizioni.

                           

                                                    Alcune carte di confezionamento del burro artigianale (scansione della carta paraffinata 1940-1950)

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